Onde sonore a bassa frequenza come possibile strumento di prevenzione del biodeterioramento lapideo

Onde sonore a bassa frequenza come possibile strumento di prevenzione del biodeterioramento lapideo

Ricerca sperimentale del dott. Marco Croci

Nel settore della conservazione dei beni culturali, il biodeterioramento dei materiali lapidei rappresenta una criticità ancora oggi difficile da gestire in modo duraturo. Alghe e cianobatteri, in particolare, agiscono come organismi pionieri nella colonizzazione delle superfici, dando origine a biofilm fotosintetici che favoriscono processi di degrado fisico, chimico ed estetico.

In questo contesto si inserisce la mia ricerca sperimentale, presentata in ambito congressuale internazionale, che ha avuto come obiettivo la valutazione dell’effetto delle onde sonore sulla crescita di biofilm fotosintetici su superfici lapidee in ambiente indoor.

Obiettivo della ricerca

Lo studio nasce dall’esigenza di indagare strategie preventive non invasive, in grado di limitare lo sviluppo dei biodeteriogeni prima che si renda necessario un intervento di pulitura. In particolare, la ricerca ha mirato a verificare se la stimolazione acustica a bassa frequenza potesse:

  • interferire con la crescita di alghe e cianobatteri
  • ridurre la formazione della patina biologica su materiali lapidei
  • offrire spunti per nuove metodologie di conservazione preventiva

Materiali e metodi

Il processo di colonizzazione biologica è stato riprodotto in laboratorio utilizzando campioni di Peperino grigio, litotipo caratterizzato da una porosità idonea allo sviluppo di biofilm.

Sono state impiegate due camere climatiche in vetro non commerciali, identiche per dimensioni e condizioni ambientali:

 

I biofilm utilizzati, prelevati da superfici lapidee naturali, erano costituiti principalmente da:

  • Alghe del genere Chlorella (fig. a sinistra) e
  • cianobatteri del genere Oscillatoria (fig. a destra)

 

L’attività sperimentale si è articolata in due fasi:

In entrambe le configurazioni, la camera “attiva” è stata sottoposta a stimolazione acustica, con cicli giornalieri programmati.

Risultati

Al termine delle prove sono emerse differenze significative tra i campioni trattati e quelli di controllo.

Prova in aria

Analisi visiva: i campioni sottoposti a stimolazione acustica presentavano una patina biologica meno sviluppata e meno uniforme

Analisi quantitativa: le misure spettrofotometriche UV-VIS del contenuto di clorofilla hanno evidenziato, nella prima fase sperimentale, una riduzione della biomassa fotosintetica fino a circa 20 volte nei campioni trattati rispetto ai controlli.

Prova in immersione

Anche in questo caso è stata osservata una minore concentrazione del biofilm nella camera con diffusione sonora, seppur valutata prevalentemente su base macroscopica.

Discussione

I risultati ottenuti indicano che l’esposizione a onde sonore a bassa frequenza può essere associata a una riduzione dello sviluppo dei biofilm fotosintetici su superfici lapidee in ambiente controllato.

Non è tuttavia possibile, allo stato attuale, attribuire con certezza l’effetto inibitorio a un singolo meccanismo. Le ipotesi considerate includono:

  • interazione fisica tra onde sonore e canali ionici meccano sensibili delle cellule
  • alterazioni biologiche del metabolismo e dei processi fotosintetici
  • effetti meccanici dovuti a micro-vibrazioni della superficie lapidea, provocati dalle onde sonore, che ostacolano l’adesione dei microrganismi

Conclusioni e prospettive

Questa ricerca rappresenta uno studio preliminare, ma suggerisce un possibile ruolo delle onde sonore a bassa frequenza come strumento complementare di conservazione preventiva nel settore dei beni culturali.

L’approccio, se opportunamente sviluppato e validato con ulteriori sperimentazioni e un controllo più rigoroso dei parametri ambientali, potrebbe affiancare le metodologie tradizionali, riducendo la frequenza e l’aggressività degli interventi di pulitura.

In un ambito in cui la durabilità degli interventi è una delle principali sfide, l’indagine di soluzioni preventive non invasive resta una direzione di ricerca necessaria e promettente.

Nomina a Tutor Aziendale d’Eccellenza dell’ISS Fermi di Ascoli Piceno

Nomina a Tutor Aziendale d’Eccellenza dell’ISS Fermi di Ascoli Piceno

Marco Croci nominato Tutor Aziendale d’Eccellenza per il progetto “Lab Mobile” dell’ISS Fermi di Ascoli Piceno

La scuola che incontra l’impresa, la teoria che diventa esperienza concreta, la scienza che esce dalle aule per viaggiare sul territorio. È questo lo spirito che anima il progetto “Lab Mobile” dell’ISS Fermi Sacconi CPIA di Ascoli Piceno, un’iniziativa che punta alla realizzazione di un vero e proprio laboratorio scientifico su quattro ruote, progettato e costruito dagli studenti.

Nel percorso di sviluppo del progetto, un ruolo centrale è stato affidato a Marco Croci, fondatore di M.A.C.H. – Mobile Analysis Cultural Heritage, realtà attiva nel campo della Diagnostica dei Beni Culturali. Gli studenti dell’indirizzo Chimica, Materiali e Biotecnologie, ideatori del progetto, hanno scelto di candidarlo come Tutor Aziendale d’Eccellenza nell’ambito del contest nazionale “Storie di Alternanza e Competenza 2025”.

Un riconoscimento che nasce dal valore educativo dell’incontro tra scuola e mondo professionale.



Un dialogo tra scuola, scienza e territorio

Il 10 ottobre, nell’Aula Magna dell’Istituto, Marco Croci ha incontrato studenti e docenti coinvolti nel progetto. Non una semplice presentazione, ma un vero momento di confronto tecnico e umano.
Raccontando il proprio percorso formativo e professionale, Croci ha mostrato come innovazione, competenza e passione possano tradursi in strumenti concreti al servizio della conoscenza e della tutela del patrimonio.

Il dialogo con gli studenti ha toccato aspetti progettuali, tecnologici e organizzativi: dalla struttura del veicolo-laboratorio alla scelta delle strumentazioni, fino alle modalità di utilizzo sul campo. Un contributo che ha permesso ai ragazzi di comprendere come le discipline studiate – chimica, meccanica, elettrotecnica e informatica – possano convergere in un progetto reale e utile alla collettività.

Il Lab Mobile non è solo un mezzo tecnico, ma una piattaforma educativa pensata per la divulgazione scientifica, l’orientamento professionale e la promozione della sostenibilità.


La forza del Service Learning

Il progetto rappresenta un esempio concreto di Service Learning: gli studenti non si limitano a imparare, ma progettano un servizio destinato al territorio.
Il laboratorio mobile potrà essere utilizzato per attività scientifiche, didattiche e dimostrative, portando la scienza fuori dalla scuola e rendendola accessibile.

È in questo contesto che la figura del tutor aziendale assume un valore centrale: non come modello da imitare, ma come ponte tra sapere teorico e applicazione reale.

Nel suo messaggio agli studenti, Marco Croci ha sintetizzato con parole semplici un approccio che unisce osservazione, curiosità e responsabilità:

«La Natura è il più grande laboratorio che abbiamo a disposizione. Tutto ciò che possiamo immaginare, la Natura l’ha già creato. Ogni albero, ogni goccia d’acqua può nascondere un’idea rivoluzionaria: basta saperla osservare.»

Un invito a guardare la realtà con occhi scientifici, ma anche con rispetto.


Un progetto che guarda al futuro

Il gruppo di lavoro dell’ISS Fermi prosegue ora nella fase operativa, con l’obiettivo di inaugurare il Lab Mobile entro il 2026.
La candidatura di Marco Croci come Tutor Aziendale d’Eccellenza nasce proprio dal valore formativo di questo percorso: un’esperienza che unisce scuola, impresa e territorio in modo autentico.

Per Mach Analysis, da sempre impegnata nella diagnostica applicata ai beni culturali, questa collaborazione rappresenta una naturale estensione della propria missione: diffondere cultura scientifica, promuovere consapevolezza e contribuire alla crescita delle nuove generazioni.


🔗 Articolo originale:
Il futuro dell’IIS Fermi Sacconi CPIA viaggia su quattro ruote – Cronache Picene


Vuoi approfondire il ruolo della diagnostica nella formazione e nella tutela del patrimonio?

Nel nostro blog sulla diagnostica dei beni culturali raccontiamo progetti, esperienze e applicazioni reali della scienza al servizio della cultura.

Se sei una scuola, un ente o un professionista interessato a sviluppare percorsi educativi o progetti innovativi legati alla diagnostica,
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Laboratorio mobile diagnostica beni culturali

Laboratorio mobile diagnostica beni culturali

Laboratorio mobile Diagnostica Analisi per la Conservazione del Patrimonio Culturale

Sono Marco Croci e questo è il mio Laboratorio mobile diagnostica beni culturali, progettato per portare la scienza direttamente dove ce n’è bisogno: musei, siti archeologici, edifici storici e strutture moderne. Grazie alle più recenti tecnologie di diagnostica non invasiva, aiutiamo a proteggere e valorizzare il nostro patrimonio artistico e architettonico.

🔍 Cosa facciamo?
Offriamo analisi diagnostiche avanzate per studiare la composizione, lo stato di conservazione e le eventuali criticità di opere d’arte, manufatti storici ed edifici vincolati. I nostri interventi sono fondamentali per garantire restauri mirati e basati su dati scientifici.

📊 Perché è importante?
Secondo l’ICCROM (International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property), circa il 60% dei danni agli affreschi storici è causato da interventi di restauro inadeguati o dalla mancanza di una diagnosi preventiva accurata. Inoltre, un rapporto dell’UNESCO sottolinea che il patrimonio culturale europeo genera oltre 300 miliardi di euro all’anno, rappresentando una risorsa economica e identitaria che necessita di protezione continua.

I vantaggi della diagnostica avanzata:

  • Riduzione del rischio di interventi invasivi o errati.

  • Maggiore precisione nella selezione dei materiali per il restauro.

  • Dimostrazione scientifica della qualità del lavoro per bandi e finanziamenti.

🌍 Tecnologie innovative per il restauro e la conservazione
Con il laboratorio mobile diagnostica beni culturali utilizziamo tecniche diagnostiche all’avanguardia come:

  • Spettroscopia XRF (X-ray fluorescence): per l’analisi della composizione chimica dei pigmenti.

  • Termografia a infrarossi: per individuare distacchi e problemi strutturali invisibili a occhio nudo.

  • Fluorescenza UV e imaging multispettrale: per rilevare ritocchi, restauri precedenti e variazioni nei materiali.

🔎 Laboratorio mobile diagnostica beni culturali A chi ci rivolgiamo?
📌 Restauratori e laboratori di restauro – Supportiamo il loro lavoro con analisi scientifiche, aiutandoli a pianificare interventi mirati e a garantire risultati eccellenti.
📌 Musei, gallerie e fondazioni private – Offriamo studi dettagliati sullo stato di conservazione delle opere per una gestione più sicura e consapevole delle collezioni.
📌 Chiese, diocesi e istituzioni religiose – Proteggiamo affreschi e strutture storiche, evitando danni dovuti a condizioni ambientali avverse.
📌 Enti pubblici e istituzioni culturali – Forniamo consulenze tecniche per la gestione e la tutela del patrimonio storico.
📌 Architetti, ingegneri e studi tecnici specializzati – Li affianchiamo nell’integrazione di analisi diagnostiche nei progetti di restauro.

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Laboratorio diagnostica beni culturali Spoleto

Laboratorio diagnostica beni culturali Spoleto

Se sei appassionato di conservazione e ricerca sui beni culturali, il M.A.C.H., laboratorio mobile di diagnostica beni culturali, opera anche in Umbria, soprattutto nella zona di Spoleto

M.A.C.H. si distingue per la sua tecnologia non invasiva, che consente l’analisi e la conservazione dei beni culturali nel rispetto della loro integrità.

Che tu sia un appassionato di storia, archeologia o cultura, M.A.C.H. offre una prospettiva unica sui metodi moderni di conservazione del nostro patrimonio.

La missione del laboratorio diagnostico beni culturali Spoleto

Conservazione e restauro

La missione principale di M.A.C.H Laboratorio Diagnostico per i beni culturali è quella di supportare e promuovere la conservazione e il restauro dei beni culturali. Per ampliare questo obiettivo, il laboratorio si concentra sull’analisi e sulla valutazione dello stato di conservazione dei repertiutilizzando tecnologie non invasive che consentono di preservare l’integrità degli oggetti in studio.

Grazie a questo approccio è possibile migliorare la manutenzione programmata e la conservazione preventiva degli elementi essenziali per garantire la longevità dei beni culturali.

Innovazione nella diagnostica

L’innovazione è al centro della missione di M.A.C.H. Il laboratorio mobile è dotato delle più recenti tecnologie non invasive, portatili, che sfruttano le radiazioni elettromagnetiche a diverse lunghezze d’onda per indagare la materia che costituisce le opere d’arte, senza dover effettuare prelievi distruttivi.

Collaborazioni e contributi

La missione di M.A.C.H comprende anche le sue collaborazioni esclusive con enti pubblici e privati. Il laboratorio Mobile M.A.C.H collabora con vari ricercatori e restauratori per ampliare la conoscenza della cultura e migliorare le metodologie di conservazione. Queste collaborazioni promuovono la condivisione di conoscenze e competenze, contribuendo così al miglioramento continuo delle pratiche di conservazione e restauro della cultura.

Analisi delle operazioni selezionate

Il M.A.C.H Laboratorio Diagnostico per i Beni Culturali ha effettuato le analisi più significative del suo importantissimo patrimonio artistico. Lo studio di pittura murale, si basa su un metodo multianalitico, che combina tecniche non invasive e microinvasive per caratterizzare pigmenti, fiori e prodotti di degradazione delle pitture murali.

Per le diagnosi sui dipinti l’analisi la tecnica non invasiva indicata è la fluorescenza a raggi X, dalla spettroscopia Raman, dalla spettroscopia FTIR e dalla fluorescenza UV-VIS fornisce informazioni precise sui pigmenti e sui fiori utilizzati dall’artista, nonché sullo stato di conservazione delle operazioni.

Progetti collaborativi

Queste partnership si impegnano a condividere conoscenze e competenze, contribuendo al continuo miglioramento delle pratiche di conservazione e di restauro dei beni culturali.

Il laboratorio partecipa inoltre a progetti regionali e nazionali, procedure e tecniche in ambito diagnostico-preventivo-conservativo. Queste iniziative mirano a sviluppare e sperimentare nuovi metodi e tecniche di diagnosi e conservazione, garantendo così la conservazione del patrimonio culturale regionale e nazionale

Impatto culturale e sociale

Istruzione e consapevolezza

Il M.A.C.H laboratorio diagnostico beni culturali Spoleto svolge un ruolo essenziale nella formazione e nella sensibilizzazione del pubblico sull’importanza della conservazione e della promozione del patrimonio culturale. Grazie alle sue attività di ricerca e diagnostica, il laboratorio organizza regolarmente iniziative di divulgazione scientifica e culturale. Queste azioni mirano a informare e istruire la comunità locale e internazionale sui metodi e le tecniche utilizzati per preservare la bellezza culturale.

Influenza sulla politica culturale

L’attività di M.A.C.H Laboratorio Diagnostico Culturale di Spoleto esercita un’influenza significativa sulla politica culturale, sia a livello locale che nazionale. I risultati delle ricerche e delle analisi proposte dal laboratorio orientano le decisioni politiche sulla conservazione e la valorizzazione del patrimonio.

In Conclusione

M.A.C.H Laboratorio di Diagnostica dei Beni Culturali è un notevole esempio di dedizione alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale. Questo laboratorio mobile fornisce uno strumento essenziale nel campo della diagnosi, della valutazione e della ricerca a supporto della tutela dei beni culturaliGrazie alla tecnologia non invasiva e alla collaborazione con enti pubblici e privati, supporta importanti analisi e lo sviluppo di metodologie innovative per la conservazione preventiva e la manutenzione programmatica.

Domande frequenti 

Qual ​​è l’obiettivo principale del Laboratorio Mobile di Diagnostica per i Beni Culturali (M.A.C.H)?

Rappresentare un supporto specialistico di qualità sia per gli operatori del settore che per il cliente/proprietario dei beni culturali tramite la condivisione di un report finale sullo stato di conservazione dell’opera e sulle modalità di manutenzione programmata

Quali tecnologie e metodi vengono utilizzati in M.A.C.H. per la conservazione e la diagnosi dei materiali?

M.A.C.H. utilizza un’ampia gamma di tecnologie all’avanguardia per la conservazione e la diagnosi del patrimonio culturale. Ecco alcuni metodi utilizzati:

  • Colorimetro in riflettanza con sensibilità spettrale 410-740 nm
  • Igrometro VOLTA Gann Hydromette mod. CH 17 videoendoscopio COBB GTD6.0-2000/4 DUAL VISION
  • Spettrofotometro portatile BROADCOM Qmini AFBR-S20M2XX (range spettrale 205,84 nm – 1030,57 nm)
  • Penetrometro RSM (prestazioni energia impatto 4,55 Nm, massa impatto 835 g, corsa 82 mm)
  • Pacometro Novatest Novascan R800
  • Datalogger WiFi TESTO mod.160 THL
  • Termocamera FLIR E 86
  • Fotocamera digitale multispettrale Fujifilm X-T30 350-1100 nm

 

Quali tipi di attività di conservazione e manutenzione sono organizzate da M.A.C.H. e in quali situazioni?

M.A.C.H organizza diverse attività volte alla conservazione del patrimonio culturale. Queste azioni includono:

  • La promozione e lo sviluppo di analisi diagnostiche.
  • La valutazione dello stato di conservazione dei beni culturali.
  • Lo sviluppo di metodi per il monitoraggio e la conservazione dei documenti storici.
  • Consulenza prodotti a basso impatto ambientale
  • Interventi di primo soccorso in situazioni di emergenza o di routine.

Questa attività è pianificata per lo sviluppo di modelli e servizi preventivi, il tutto per garantire un programma di mantenimento del bene culturale che ne garantisca la conservazione a lungo termine.